CavaRei e Gencom: presidente e CEO

Al Social Enterprise Open Camp del 2019 non sono state presenti solo organizzazioni non profit ma anche imprese profit. È il caso di Gencom, società di servizi informatici, che ha voluto iniziare una collaborazione con CavaRei, grande impresa sociale radicata sul territorio.

L’expertise di Gencom, il CEO Davide Fiumi, racconta come ha aiutato Cavarei a sviluppare tecnologie per migliorare alcuni momenti di vita di ragazzi con disabilità, ma non solo. Un legame virtuoso che promette sviluppi.

La Presidente di CavaRei Maurizia Squarzi racconta: “CavaRei impresa sociale nasce dalla fusione di due cooperative che si occupano di disabilità. Il nome nasce dal quartiere Cava di Forlì, dove ha sede il quartier generale della cooperativa, e da Panta Rei: tutto scorre. Ora ci occupiamo di 134 persone disabili e delle loro famiglie.

Nel nostro Piano di sviluppo dei prossimi anni, due sono i temi che intendiamo promuovere:

  • rispondere al bisogno delle famiglie delle persone con disabilità per quello che riguarda il “Dopo di noi”, anche accompagnandole con percorsi del “Durante noi”;
  • sviluppare il tema del lavoro perché abbiamo visto che fare lavorare le persone dona loro dignità e salute.

Per questo abbiamo agganciato alcune imprese private sul territorio forlivese che hanno condiviso questo nostro obiettivo. Circa 50 aziende ci stanno sostenendo offrendo attività lavorative in conto terzi, altre sono diventate partner di CavaRei e Gencom è una di queste.”

Il CEO di Gencom Davide Fiumi spiega: “Gencom è una società profit di Forlì che da qualche anno supporta CavaRei, in particolare nella realizzazione dell’Officina Digitale CavaRei LAB.

CavaRei LAB è un laboratorio dove stampanti 3D e stampanti laser vengono utilizzate sia per produrre gadget per i clienti aziendali, sia per laboratori dove le persone disabili riescono ad acquisire competenze professionali correlate alla tecnologia.

Da questa iniziale collaborazione abbiamo avviato un progetto più importante nel quale stiamo cercando di mettere insieme il mondo del business, il mondo della disabilità e il mondo della scuola. È un progetto ambizioso per il quale dovremo creare nuove connessioni con il territorio. I giovani che stanno partecipando a questo evento ci stanno dando una mano a concretizzare questa idea.”

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